La psicoterapia attraverso l’Alchimia

L’alchimia è una psicologia proiettata nel microcosmo, cioè nei metalli e negli elementi primari, per cui l’opera chimica dell’alchimista che lavora la materia prima per purificarla fino a estrarne oro e argento, è la metafora e il racconto simbolico del lavoro psicologico che l’individuo deve compiere per destrutturare, differenziare e ristrutturare gli elementi e le parti della propria psiche.

Si tratta del lavoro da fare sulla propria materia psichica, le cui immagini passano attraverso specifiche fasi alchemiche come fasi di un percorso psiclogico evolutivo. Il paziente spesso comincia dalle fasi che più coincidono con il bisogno di “curarsi” e ritirarsi a se stesso e l’inizio della terapia, come la fase di caos indifferenziato, dove egli è soggetto all’indecisione e a una coazione a ripetere i propri errori, e la fase di nigredo, una fase “nera” o depressiva in cui il paziente produce immagini di mortificazione e pesantezza, passando poi a una fase di albedo o candore dell’anima, in cui il nero è stato “pulito” attraverso una prima differenziazione e ricombinazione degli elementi conflittuali. Durante il percorso psicologico, vengono evidenziate anche fasi e immagini “colorate” della psiche, come la citrinitas, la viriditas o la rubedo, in cui il lavoro su se stessi ha portato a una riorganizzazione funzionale degli elementi che nella psiche erano contrapposti, generando l’”oro alchemico” ovvero la ricchezza interiore, la saggezza, l’unità e l’incorruttibilità a cui aneliamo nella nostra vita come gli alchimisti nella loro opus contra naturam.

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